venerdì 18 novembre 2022

Ultime letture: Max Fridman (Gruppo Editoriale L’Espresso)

Le prime due storie di Max Fridman rappresentano la maturità artistica di Vittorio Giardino, dopo la crescita con Sam Pezzo. Ci sono analogie fra i due personaggi: come Pezzo, anche Fridman non è un vincente, spesso sbaglia, e come l’investigatore, anche lui si ritrova a letto con belle donne. Le due storie hanno una collocazione ben precisa: il 1938, a Budapest Rapsodia ungherese, a Istambul La porta d’oriente; il disegno e l’impostazione delle tavole sono classici, anche se la gabbia è estremamente variabile. Il fascino sta nelle storie molto articolate e nei personaggi profondi, che l’autore conosce bene, molto oltre quello che ci viene mostrato. Giardino ha spiegato che per scrivere di un personaggio bisogna sapere tutto di lui, anche quelle cose che apparentemente non servono alla storia, e l’importanza di questo modo di creare, si vede in questi episodi. A quarant’anni dalla pubblicazione delle prime puntate sulla rivista Orient Express, queste storie mantengono il loro fascino, non sono invecchiate, possiamo definirle classici senza tempo.


Le storie di Max Fridman sono state ristampate più volte, segnalo la recente edizione della Rizzoli Lizard che può essere ordinata sul sito.

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