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giovedì 25 giugno 2026

La mia vita con i fumetti: Storia del West

Quando ero adolescente e i fumetti li compravo usati a metà prezzo al banco del mercato, c’erano testate più richieste, come Tex e Zagor, che circolavano in grandi quantità, ed altre che interessavo a meno lettori. La curiosità mi spingeva oltre e, per restare in ambito bonelliano, scartati qui personaggi che non mi piacevano, come Il Comandante Mark e Il piccolo ranger, trovai interessanti gli albi della Collana Rodeo. Fra le ristampe ospitate, non sopportavo Un ragazzo nel far west, mentre trovavo carine e simpatiche le storie di serie minori e soprattutto i cosiddetti “liberi”. Mi trovai ad avere molti numeri della Storia del West e li leggevo con grande interesse. Avevo vent’anni quando iniziò l’omonima serie di ristampe, con le 192 tavole inedite aggiunte, e comprai tutti i 75 numeri, fino al 1990. Poi, per quasi trent’anni, non ho più riletto questa serie, perché non ho mai avuto tempo per le riletture e perché quegli albi non mi sembravano quei gran capolavori. Quando uscì la ristampa della IF, avrei preferito che fosse in bianco e nero, ma il formato e il tipo di carta mi spinsero a comprarla, avendo così l’occasione per rileggere tutto.



Lo dico a chiare lettere: la Storia del West non è un capolavoro.
Lascio da parte i disegni, perché i vari Renzo Calegari, Renato Polese, Sergio Tarquinio, e lo stesso Gino D’Antonio, non mi sono mai piaciuti.
I testi, invece, sono ottimi, con il giusto mix di Storia e fantasia, con un bel cast di personaggi che accompagnano il lettore attraverso un secolo di avvenimenti. Ma questo è un giudizio sulla saga nella sua interezza: sfido chi parla di capolavoro a indicare uno o più albi che si elevino sopra gli altri, che si distinguano per qualità del soggetto o della sceneggiatura. A mio parere, non ce ne sono; nessuno dei 75 numeri mi si è impresso nella memoria. La creazione di una “famiglia allargata” ha permesso a D’Antonio di avere in ogni storia un protagonista che il lettore già conosce, di affrontare la guerra civile dai punti di vista dei due schieramenti e così via. Onore quindi al merito di aver vinto la sfida di una narrazione così ampia e complessa, di aver scelto episodi storici ben precisi inserendoci i componenti della famiglia Mc Donald / Adams con una rara maestria.
In conclusione, la Storia del West è una gran bella saga, forse il miglior esempio italiano di Storia raccontata con ritmo scorrevole e senza cadere nel didascalico, ma nessuno dei singoli episodi che la compongono è un capolavoro.



domenica 5 aprile 2026

La mia vita con i fumetti: Lucca Collezionando 2026

Quest’anno ho scattato una sola foto, per dimenticanza e perché, i fin dei conti, non c’era niente di particolarmente interessante da fotografare.  

Press factory presenta: Il ruolo della critica nel fumetto - Un anno dopo

Per me, è stata la (solita) sagra del 50% che mi ha permesso di acquistare diversi titoli per soddisfare la mia immensa curiosità.

Il vero colpaccio è stato pagare 10 euro per L’elefante a rotelle di Max Capa, nella prima edizione serigrafata del 1972, una copia in condizioni non perfette, ma molto buone. Tanto per dare un’idea: quella che su eBay è in vendita a prezzi fra 100 e 200 euro è un’edizione del 1973. Al di là del prezzo, siamo alle radici del fumetto underground italiano e questo è un pezzo importante nella mia biblioteca.

Un albo di cui non conoscevo (o non ricordavo) l’esistenza è Il dottor Jekill del Guido Crepax dodicenne,
 spillato di poche pagine, in piccolo formato orizzontale, uscito a marzo 1973 come supplemento al n. 1 della rivista Sorry. Di opere giovanili di Crepax ricordavo soltanto L’uomo invisibile, pubblicato nel primo volume della collana L’autore e il fumetto, questa è stata una scoperta curiosa, per la quale ho volentieri elargito 10 euro.

Della serie cronologica di Romeo Brown avevo già i primi sette albi, ma l’intera prima serie di 23 albi, con tutte le storie di Alfred Mazure, a 20 euro, non potevo lasciarla. Un anno fa, sempre a Collezionando, era iniziata la mia esplorazione del fumetto britannico a strisce giornaliere e, dopo Axa, Matt Dillon, Garth e Modesty Blaise, ecco un altro tassello del mosaico.

La vera e propria sagra del 50% inizia con una serie di acquisti a cui viene applicato un ulteriore sconto sul totale: il n. 1 della nuova serie di Fumo di China (IF Edizioni), il primo volume di Grandville omnibus (NPE)due recenti titoli di Blake e Mortimer
 (Alessandro Editore): L’ultimo Espadon e Otto ore a Berlino e, sempre dei personaggi di Jacobs, mi sono tolto la soddisfazione di avere Il mistero della grande piramide integrale, con la sua carta dal sapore antico e le 32 pagine di contenuti extra.


Sempre a metà prezzo (senza ulteriore sconto), ho poi preso tre titoli della Shockdom: L’ultimo tramonto, Timed zero e Un amore. Della Coconino, ho voluto provare Fantomax di Luigi Bernardi e Onofrio Catacchio. La sagra si conclude con il catalogo della mostra dedicata a Hugo Pratt a Milano nel 1986, pubblicato dagli Editori del Grifo.

Altri acquisti a prezzi interi: Sturmtruppen 2 dell’Editoriale Corno (dodicesimo titolo della collana Comics Cartoons),
Alice Matheson (cartonato con l’intera serie di sei volumi francesi, "autoproduzione per archivio personale fuori commercio"), Sonny Solo (Foxtrot) con sketch di Toninelli, William Adams, samurai (IF Edizioni) con sketch di Genzianella e cinque albi di autoproduzioni (in basso nella foto).

A completare il bottino: i rispettivi ultimi numeri delle riviste Fumetto e La 9arte, entrambe in abbonamento e un albo di The Washer regalatomi allo stand. In totale, ho da leggere: 12 volumi, diversi albi spillati, un catalogo e tre riviste.


Alcuni volumi acquistati.


Collezionando è diventata la mia fiera ideale, dove trovare editori, autori, self area e commercianti dell'usato, tutto in uno spazio contenuto, facile da raggiungere, con il parcheggio gratuito a poche decine di metri. Praticamente una Lucca Comics in miniatura, senza file e con tutto il tempo per rovistare negli stand, fermarsi a parlare, chiedere autografi e sketch, seguire i numerosi incontri e anche qualche mostra da vedere. Altre cose che non mi interessano ma c'erano: molte tavole originali in vendita e il primo piano dedicato ai giochi. Quest'anno era anche molto facile ottenere un biglietto omaggio, perché i commercianti espositori ne avevano a disposizione ben 50 ciascuno, da dare ai propri clienti. 

sabato 15 novembre 2025

Padiglione Napoleone 2 novembre 2025

Per chi li ha visti e per chi non c'era: tutti gli stand del padiglione Napoleone immortalati l'ultimo giorno della fiera.