Pur essendo un sostenitore della superiorità qualitativa delle strisce giornaliere rispetto alle tavole domenicali, devo ammettere che la lettura delle prime annate di Brick Bradford è piacevole. Prendo qui in esame i cicli narrativi dal 1934 al 1945, nell’edizione della Comic Art, con il gigantesco formato degli albi della Collana Gertie Daily, molti dei quali si avvalgono delle copertine di Gianni De Luca.
All’inizio della
serie delle tavole domenicali, nel novembre 1934, Brick Bradford si salva da un
naufragio e si ritrova su una spiaggia, aggredito da un granchio gigantesco e
salvato da una bella ragazza. Inizia così la sequenza denominata In the land
of the lost che si protrarrà fino a settembre 1935 quando subentra la più
celebre In the middle of the earth. Nel frattempo, per un breve periodo
di dieci settimane, le tavole sono state divise in due e nella parte alta ha
trovato posto una breve storia intitolata The time top, con altri personaggi, in cui viene presentata
una macchina del tempo, che qui ha la forma di un pallone aerostatico e viene
chiamata “cronosfera”. Quando, nell’ottobre 1937, Bradford troverà finalmente la
strada per uscire dalla cavità della terra, già nella vignetta successiva a
quella in rivede la luce del sole, si imbatte nella cronosfera, non quella di
cui abbiamo detto, ma un’altra, e da quel momento il biondo eroe inizierà a
vagabondare nel tempo e nello spazio e, al punto in cui arrivano gli albi fin
qui letti, si trova mille anni nel futuro, nel 2.945.
Le tavole
domenicali di Brick Bradford, degli stessi autori delle strisce, William
Ritt e Clarence Gray, non godono di un disegno affascinante, ma le storie sono
sempre interessanti e mai ripetitive. Nelle lunghe sequenze, ci sono continue
deviazioni, nuovi personaggi che affiancano il nostro per poi dividere le
strade, terre e popoli estremamente diversi, e, se questo già avveniva prima
della cronosfera, i viaggi nel tempo permettono agli autori di dare libero
sfogo alla fantasia. Sono fumetti di un’altra epoca e come tali devono essere
letti e valutati, ma presentano diversi tratti di modernità, se confrontati con gli altri coevi. L'esempio più vistoso è l'uso parsimonioso delle didascalie
Non mi risultano
ristampe recenti delle tavole domenicali di Brick Bradford.



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