Dopo una trentina di episodi, la serie sembra essersi stabilizzata, da quando Satanik ha creato il gioiello emanante il raggio laser che le permette di restare bella ed ha scoperto che il tenente Trent non era morto come lei credeva ma è stato promosso capitano. La rossa continua a cercare il modo di arraffare più ricchezze possibili, preferibilmente a danno di facoltosi maschi ai quali si concede sessualmente. La nostra non si limita a sedurre platonicamente, ma si porta a letto le sue vittime, ribaltando il luogo comune dell’epoca, che vedeva l’uomo cacciatore e la donna preda, il maschio che usa la femmina e poi la getta come uno straccio. Nelle storie di Max Bunker avviene il contrario, è Satanik a scegliere, dare l’illusione di essere posseduta, rubare o farsi consegnare molti soldi e, spesso, uccidere. Nel numero 33 la protagonista viene arrestata, sfugge a Trent, si trova nuovamente in trappola e questa volta usa il suo corpo per mettersi in salvo.
Quello preso in
esame è il quinto volume della collana di cartonati della Mondadori del 2015;
le storie di Satanik sono state ristampate varie volte e sono reperibili sul
mercato dell’usato.


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