Ennesimo titolo ad effetto di Alessandro Bilotta, che starebbe allungando troppo questo giochino, se non fosse che il titolo è anche descrittivo di ciò che avviene nella storia, disegnata da Lorenzo Marcello Grassi. L’ottavo volume di Eternity esce ad un anno di distanza dal precedente e sarebbe l’ora che ci abituassimo a questa serialità e ad un tipo di fumetto che non si giudica con il rapporto prezzo / pagine (o, peggio ancora, prezzo / tempo di lettura), ma guardando solo alla qualità. Preso atto dell’affascinante Roma in un tempo sospeso, fra smartphone trasparenti e tv in bianco e nero, e del controverso protagonista, capace di alternare azioni meritevoli ad altre decisamente negative, Eternity è una bella serie, che solo l’autore sa dove andrà a parare, e il bello è anche questo. Nelle prime pagine, una ballerina israeliana ed una palestinese si esibiscono insieme in una coreografia, ma finiscono per ammazzarsi di botte. La scena si sposta nell’immaginario stato del Kamen dove una ragazza romana viene liberata dopo due anni di prigionia e sarà molto cambiata. A tutto questo, Alceste Santacroce fa da spettatore mentre ottiene l’indirizzo di Dio, un signore che abita al terzo piano di un condominio, e lo trova indaffarato con una perdita d’acqua. Bilotta mischia sapientemente trame e sottotrame, condensando il tutto in 60 tavole dalla lettura molto veloce.
Il libro è
pubblicato da Sergio Bonelli Editore, costa 21 euro e può essere ordinato sul sito.

