La rivista IF – Immagini e fumetti nacque nel 1973 ed era fuori commercio, riservata agli addetti ai lavori. La seconda serie, dei primi anni ’80, ebbe vita breve. La rinascita avvenne nel 1994, in occasione della visita in Italia di Carl Barks, ed il numero 1 di questa nuova vita di Fumo di China somiglia all’ultima incarnazione della rivista di Gianni Bono, da cui prende il nome la IF Edizioni. Oltre al formato e al tipo di carta, le due riviste hanno in comune il fatto di ospitare pagine di pubblicità, ciò che manca oggi nei fumetti da edicola.
Di questo numero,
che ha un titolo: Confini, sono uscite tre versioni con copertine
diverse, nella biblioteca poplite fumetti c’è quella con il particolare
dell’illustrazione di Rebecca Dautremer per il manifesto di Lucca Comics and
Games 2025. Nelle 160 pagine a colori ci sono molti articoli, sempre introdotti
da una copertina, impaginati in modi diversi e accompagnati da tante
illustrazioni; trovo che la grafica di questa rivista sia complessivamente
bella ma non molto elegante, né raffinata. Fra i tanti articoli, segnalo l’intervista
a Valerio Barchi e una riflessione sulla rottura delle
gabbie nella costruzione delle tavole a fumetti. Questa è interessante ma
troppo breve, e rappresenta quello che forse è il difetto principale di questo
primo numero di Fumo di China: la mancanza di approfondimento dei temi
proposti.
La rivista è
pubblicata da IF Edizioni, costa 9,90 euro e può essere acquistata sul sito.

