Concludo la
lettura dei volumi di Garth, dell’editore Camillo Conti, presenti nella
biblioteca poplite fumetti, dopo il primo, il secondo, e il tredicesimo. Il terzo e il quarto volume contengono le
strisce di Stephen Dowling dal 1948 al 1952, periodo durante il quale le
avventure di Garth continuano a spostarsi nel tempo e nello spazio, con vari
espedienti, a cominciare dall’aereo che lo sta portando alle olimpiadi di
Londra del 1948 che finisce fuori rotta, in una classica “valle dimenticata dal
tempo” in cui si vive ancora come nell’antica Grecia e si stanno per svolgere i
giochi olimpici. In seguito, Garth verrà rapito dagli alieni, risolverà i loro
problemi e in cambio avrà un mantello che consente di volare e un elmo con il
quale rendersi invisibili e viaggiare nel tempo. L’elmo viene poi distrutto, ma
il professor Lumière, studiandone un frammento, riuscirà a costruire una
macchina del tempo e la mia lettura del periodo classico di Garth termina con
un episodio nella preistoria che si conclude con il ritorno al 1952.


Frank Bellamy,
oltre alla parte grafica, con un bianco e nero che io adoro, modernizzò
decisamente anche le storie di Garth, che in ogni episodio ha rapporti sessuali
con una donna diversa e si sposta nel tempo venendo in contatto con oggetti del
passato. Le storie nelle varie epoche si alternano a quelle nel presente e
periodicamente l’innesco delle avventure avviene grazie ad elemento
soprannaturale: Astra, una semidea che combatte il male e volentieri ricorre
all’aiuto del biondo eroe, diventando la sua amante con il corpo della bella
ragazza terrestre di turno.
Le storie di Dowling
hanno le ingenuità dei fumetti a strisce giornaliere degli anni ’40 e non
presentano molte attrattive. Quelle di Bellamy appartengono agli anni ’70, sono
più brevi, adatte alla successiva pubblicazione su rivista, e risultano
piacevoli alla lettura, ancora oggi.
I libri sono
reperibili sul mercato dell’usato.