lunedì 15 agosto 2016

Chi si ricorda ... Nero a strisce - La reazione a fumetti?


Nel 1971 "un gruppo di ricerca, composto da studenti e laureati dell'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Parma, a conclusione di un seminario dedicato al fumetto, anno accademico 1969-1970", allestisce una mostra intitolata Nero a strisce - La reazione a fumetti (che sarà poi itinerante) ed il relativo catalogo: un poderoso volume di 392 pagine, formato cm 23 x 22,50. Curatore della mostra e del catalogo è il prof. Arturo Carlo Quintavalle che firma un'introduzione di 30 pagine, a cui ne seguono 180 di testi senza alcuna illustrazione ed una seconda parte del catalogo con 160 pagine di sole illustrazioni, tratte da fotoromanzi e fumetti (metà spazio ciascuno). I fumetti, nella sezione dei testi come in quella delle illustrazioni, sono divisi per generi, ed abbiamo: Sexy e neri, Guerra, Western, Superman (ad indicare "l'individuo che si impone sulla massa per particolari qualità, sia fisiche che intellettuali") e Comics (intendendo "comics per ragazzi"). Tutti fumetti "popolari" poiché quelli di altro genere non erano funzionali alla dimostrazione della tesi, talmente aberrante che oggi può far sorridere, ma all'epoca scatenò polemiche. Nella quarta pagina dell'introduzione, riprodotta nell'immagine sottostante, Quintavalle scrive frasi come: "per questo genere di fumetto, non può non parlarsi di fascismo" e ancora: "fotoromanzi e fumetti sono inviti precisi e costanti al disimpegno politico e culturale, alla violenza"; leggere per credere.

Pagina dell'introduzione del catalogo.


Queste le conclusioni della lunga disquisizione introduttiva su fotoromanzi e fumetti.
Ultima pagina dell'introduzione del catalogo.





 
Fra le varie sezioni in cui è diviso il catalogo vediamo alcuni estratti da quella dedicata al Western, con le prime due pagine del testo e le tre tabelle con cui i curatori intendono schematizzare gli aspetti ritenuti più importanti: Rapporti interraziali, La donna e L'eroe.
Prima pagina del testo della sezione "Western".

Seconda pagina del testo della sezione "Western".

Tabella 1 (di 3) che accompagna il testo della sezione "Western".

Tabella 2 (di 3) che accompagna il testo della sezione "Western".

Tabella 3 (di 3) che accompagna il testo della sezione "Western".


Ciascuna delle sezioni del catalogo procede con il riassunto di alcune storie ed un'analisi complessiva delle stesse. A titolo esemplificativo ho scelto gli ultimi riassunti di Tex (prima di questi ci sono quelli dei numeri 27 - Pony Express, 76 - Deserto bianco e 107 - Gilas!) ed il relativo commento.
Riassunto di alcune storie di Tex.

Riassunto di una storia di Tex ed inizio dell'analisi.
Prosecuzione dell'analisi dei fumetti di Tex.

Conclusione dell'analisi dei fumetti di Tex e riassunti de Il Piccolo Ranger.


Delle molte immagini a suffragio della tesi ho preso quelle pagine della sezione Western che sono tratte da Tex.


Due pagine della sezione Neri e sexy.



Una pagina della sezione Superman che, oltre ai supereroi veri e propri come si intendono oggi, comprende anche personaggi quali Phantom, Mandrake, Flash Gordon, Amok ed altri.

 
Pagina dalla sezione Comics dove si analizzano fumetti destinati ai più giovani, comprendendo non solo il mondo Disney o Tiramolla, ma anche Billy Bis ed altri fumetti da Intrepido e Il Monello.





Vediamo ora alcune reazioni nel mondo del fumetto dell'epoca, in particolare sulle riviste di fumetti del 1971 dove si incontrano interventi riguardanti la mostra di Parma. 

Partiamo dal n. 53 di Eureka del 1 maggio. Nella pagina della posta viene pubblicata una lettera firmata "R.S. - Parma" (contornata nelle immagini sottostanti), il quale rimprovera alla rivista di aver ignorato l'evento. La risposta della redazione è molto critica, il catalogo viene irrimedialmente stroncato e se ne propone la candidatura al Salone dell'Umorismo di Bordighera nella categoria L'Umorismo involontario.



 



Pier Carpi sulla rivista Horror (che nello stesso 1971 verrà premiata a Lucca con lo Yellow Kid e il Gran Guinigi, quale migliore rivista a fumetti), di cui è uno dei curatori, interviene sull'argomento. Una prima volta sul n. 16 di maggio nella rubrica Il terzo occhio e poi vi dedica l'intero editoriale del n. 20 di settembre, invitando addirittura alla movimentazione popolare contro la manovra degli universitari di Parma.






Molto pacato e politicamente corretto, ma non per questo meno critico, è invece l'articolato commento di Rinaldo Traini sul n. 1 di Comics datato settembre.






Il catalogo, a quanto pare, riproduce integralmente tutti i "pannelli" della mostra con le immagini e i testi che ne facevano parte.
 
Leggere oggi per intero un volume del genere sarebbe un esercizio estremamente noioso. Magari si potrebbero trovare spunti interessanti, ma risulterebbe comunque dura arrivare fino alla fine. Per quanto riguarda il metodo di analisi utilizzato, potrebbe anche essere definito scientifico, se fosse finalizzato ad un'analisi distaccata e non alla dimostrazione della tesi di cui si diceva. Il rigore scientifico risulta però piuttosto fiacco, quando ad esempio si considera la confusione che viene fatta mettendo in parallelo fotoromanzo e fumetto come fossero la stessa cosa e che dimostra la scarsa conoscienza dei due mondi. Le storie di cui vengono meticolosamente presentati riassunti e commenti, sono scelte a campione e non contestualizzate: evidentemente i curatori delle varie sezioni esaminarono (leggendoli) solo quegli albi e non anche altri per avere una visione più allargata.
Viene quindi facile criticare questo lavoro, ma anche inutile visto il tempo trascorso e l'acqua che è passata sotto i ponti. Resta la testimonianza di un'epoca che per nostra fortuna appartiene al passato.



Per trovare il libro occorre rivolgersi al mercato dell'usato. Il prezzo dipende molto dallo stato di conservazione e può raggiungere quotazioni ragguardevoli.