domenica 1 settembre 2013

La mia vita con i fumetti: quando tutto cambiò

Correva l'anno 1981 quando sui quotidiani La Nazione e Il Resto del Carlino il mercoledì veniva allegato l'inserto "S & M Strisce e Musica" che io acquistavo e collezionavo. Fu così che un mercoledì d'estate scorrendo le altre pagine della Nazione, nella rubrica (se non ricordo male) "Luci della città" mi incuriosì un articolo intitolato "Quando Topolino diventa antiquariato". Si parlava di un negozietto aperto alcuni anni prima in Via G. Della Casa a Firenze. Qualche giorno dopo insieme ad un amico prendemmo il treno (essendo della classe 1964 non avevamo la patente) e ci sobbarcammo a piedi la distanza dalla stazione di S.M. Novella fino al negozio ... chiuso!! Aspettammo fino verso le 17 ma nessuno si fece vivo e per non perdere il treno dovemmo a malincuore rinunciare.

Un sabato pomeriggio ritentai da solo: pioveva e quando arrivai davanti al negozio (aperto) aspettai sotto la tenda per sgocciolare un po', poi entrai. Era la mia prima volta in un negozio di fumetti, da me in provincia non ce n'erano, e rimasi affascinato e spaesato come un bambino nel paese dei balocchi. Il titolare mi rivolse la parola per dirmi di pazientare un po' che terminava con altri clienti e poi si sarebbe dedicato a me. Nel frattempo mi guardavo intorno cercando di riconoscere quelle meraviglie di cui avevo solo sentito parlare.

Quando fu il mio turno facemmo il "giro" del piccolissimo negozio, mi chiese quali fossero le mie preferenze (non ricordo cosa risposi) e poi mi fece una proposta: mi avrebbe venduto l'ultimo numero uscito delle varie riviste in modo che potessi orientarmi e successivamente decidere quali personaggi collezionare. Ripensandoci oggi fu un'idea ottima. Mi ritrovai quindi una serie di magiche pubblicazioni, fonti per me di infinite scoperte ed emozioni, fra cui ricordo: Il Fumetto (la rivista dell'Anaf), Funnies, Sgt. Kirk, If, Glamour, Comics (la rivista / catalogo del Salone dei fumetti curata da Rinaldo Traini), Wow, Nostalgia Comics, alcune riviste francesi come Métal Hurlant, Circus e (a suivre) e altro che certamente dimentico. Spesa complessiva 50 mila lire che per me all'epoca erano tante ma in cambio avevo un tesoro che valeva infinitamente di più.

Non so quante volte lessi e sfogliai quelle riviste, ma so certamente che da lì in poi il fumetto per me non fu più lo stesso.