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mercoledì 2 agosto 2023

Spezziamo una lancia per … Connie di Frank Godwin

Connie è un personaggio creato nel 1927 per le tavole domenicali, a cui due anni dopo si affiancarono le strisce giornaliere, che proseguirono, separatamente, fino al 1944. Avevo già dedicato alcuni articoli a questa serie, in occasione delle letture di pubblicazioni dell’ANAFI, in un periodo in cui non avevo uno scanner. Torno sull’argomento, dopo l’acquisto di tre albi amatoriali, per rivalutare questo personaggio.

Nel 1977, Luigi F. Bona Editore pubblicò tre albi spillati con le prime storie di Connie in forma di strisce giornaliere, risalenti al 1929. Si tratta di avventure con un taglio piuttosto ironico, dove il personaggio non prende sé stessa troppo sul serio e molte strisce si concludono con una battuta che le fa sembrare autoconclusive. Leggendole con tali premesse, queste prime strisce non sono poi spiacevoli, come devono essere sembrate ai lettori dell’epoca, che dovevano sborsare la non indifferente somma di 1.500 lire per ciascun fascicolo di 20 pagine, quando, per capire le proporzioni, gli albi Bonelli costavano 400 lire, e decretarono la prematura chiusura della cronologia, dopo solo tre numeri.


Nel 2005, l’ANAFI inaugurò la Collana Inedistrips con le strisce giornaliere di Connie del 1937, per proseguire a piccole dosi (tutti gli albi hanno 16 pagine) fino alla fine del 1938, e riallacciarsi ad un precedente volume contenente l’annata 1939. Sono passati dieci anni dalla nascita del personaggio, lo stile grafico di Godwin è maturato e le sue vignette si sono arricchite di particolari, sempre con il caratteristico tratteggio. Le storie sono più classicamente avventurose, Connie è diventata una vera eroina e non stupisce l’improvvisa svolta verso la fantascienza. L’ingenuità di queste avventure è la stessa di altri personaggi di fine anni ’30, che si trovino in giro per il sistema solare o sulla Terra, ma il piacevole disegno e l’ottimo ritmo narrativo, ne fanno una gran bella sequenza di strisce.







Le tavole domenicali di Connie sono state pubblicate, sempre dall’ANAFI, prima in un volume che le riprende dal francese Journal de Mickey, dove la nostra si chiamava Cora, poi in due albi Inedistrips prima serie e uno della seconda serie: in totale, abbiamo la produzione dal 22/08/1937 al 24/03/1940 (in uno degli ultimi numeri di Inedistrips, era iniziato un periodo precedente, dal 02/08/1936 al 15/11/1936, ma non c’è stata la prosecuzione fino al ricongiungimento con il volume). In queste tavole, Connie non viaggia nello spazio, come nelle strisce dello stesso periodo, ma ci sono ugualmente elementi fantascientifici, con l’introduzione del professor Chrono e la sua macchina del tempo ed altre invenzioni. Le storie sono ugualmente avvincenti e Godwin si sbizzarrisce a sfruttare lo spazio della tavola, per creare vignette sempre diverse. Il personaggio non ebbe grande diffusione ed evidentemente non c’era l’esigenza di rendere possibile l’impaginazione in orizzontale.





Connie è un personaggio minore solo perché, negli anni '30, venne pubblicato da un piccolo editore, ma si tratta di un grande fumetto da riscoprire. I disegni sono affascinanti e le storie, considerato l'epoca da cui provengono, scritte e sceneggiate bene; la lettura risulta estremamente piacevole ancora oggi. Voglio infine ricordare il compianto Antonio Vianovi, che dal 1980, nel grande formato dei primi numeri della sua elegante rivista Glamour, valorizzò le strisce di Connie pubblicandole in originale, con traduzione sotto, a partire da quella del 02/04/1938, periodo che, come detto sopra, sarà poi ripreso dall'ANAFI. 

domenica 26 settembre 2021

Spezziamo una lancia per … il Linus di Igort

Quando uscì lo storico numero di maggio 2018 di Linus, mi affrettai a controbattere i giudizi trancianti, dicendo che bisognava aspettare, dare tempo al tempo; qualcuno, così su due piedi, si limitò a dire: “ha un buon odore” e, in quel momento, non si poteva giudicare altro. Erano passati pochi mesi tra l’annuncio e l’effettiva entrata in carica del nuovo direttore, insufficienti ad approntare una rivista. Poi, immagino che ci saranno stati fumetti già acquistati, contratti da onorare ed altre eredità della precedente gestione. Ora che di acqua sotto i ponti ne è passata abbastanza e chi si era seduto sul bordo del fiume, per vedere passare il cadavere della rivista, è ancora lì che aspetta, possiamo cominciare ad esaminare “il Linus di Igort”.

Per prima cosa osservo che attualmente Linus non si rivolge soltanto al pubblico dei lettori di fumetti, ma anche a chi, nei confronti dei fumetti, ha un interesse più culturale che artistico, chi sceglie un fumetto in base all’argomento trattato e non all’autore. Si può parlare di due anime della rivista. La scelta dei fumetti da pubblicare si basa su vari pilastri: il primo in ordine di apparizione nel sommario è quello delle strisce, rappresentato dai classici Peanuts e Calvin e Hobbes, da Perle ai porci ed altre che appaiono saltuariamente. Poi c’è l’inserto centrale, la vera caratteristica peculiare di questo Linus: una serie di articoli e fumetti, spesso realizzati per l’occasione, su un personaggio della cultura, dello spettacolo o dello sport. Il terzo pilastro è la funzione di anteprima di volumi della Oblomov. Diciamolo chiaramente: non è una cosa negativa, è utile per chi non conosce una determinata opera e può decidere se acquistare un libro oppure no, avendone già letto, in tutto o in parte, il contenuto. Infine, troviamo altri fumetti provenienti dall’estero o da pubblicazioni varie, che vengono proposti su Linus, in base ai gusti del direttore. Tutto questo senza essersi auto imposti il divieto di storie a puntate, ma senza abusarne. (Ci sono le parti redazionali, ma non le prendo in considerazione in questa analisi, anche perché, salvo rare eccezioni, non le leggo.)

 
Aprendo una parentesi, vale la pena spendere due parole sull’eleganza del contenitore, sulla cura maniacale dei particolari. Sul dorso piatto della rivista, in basso c’è un simbolo che rappresenta la stagione; in alto, inizialmente c’erano solo il mese e l’anno scritti per esteso, in caratteri microscopici, poi è stato aggiunto il numero, decisamente più grande e leggibile. Nella prima pagina di ogni fumetto, in alto c’è l’anno in cui l’opera è stata realizzata, nella seconda pagina in basso, due righe sull’autore; se si tratta di una storia a puntate, non manca un breve riassunto. Sono tutti piccoli dettagli, magari di poca sostanza, ma che denotano la grande attenzione prestata nel confezionare la rivista.


Tornando al contenuto, senza dubbio, quanto sopra descritto non è molto armonico; inutile arrampicarsi sugli specchi per trovare una linea editoriale che leghi tutto ciò che viene pubblicato da Linus, perché non c’è, ci sono i quattro "pilastri" che procedono ciascuno per conto proprio. Impossibile accontentare tutti e quasi impossibile che un lettore possa apprezzare tutto quello che c’è in una rivista, quindi, alla fine, va bene così. Se Igort ha trovato i punti di equilibrio fra le diverse preferenze dei lettori e riesce a far quadrare costi e ricavi, ha già raggiunto un primo, fondamentale traguardo. Il Linus di Igort è una rivista elegante e sofisticata, ma anche sobria; non va confrontata con il suo stesso passato ma con il vuoto che ha intorno, oggi come nel 1965.

sabato 27 agosto 2016

Spezziamo una lancia per ... i Coconino Cahiers

Nei primi anni di attività la casa editrice Coconino Press diede alle stampe una collana di agili libretti spillati, non contenenti fumetti ma illustrazioni. Bianco e nero, formato orizzontale cm 24 x 17, spillati con copertine bianche e sopraccopertine con alette: sono i volumi della collana Coconino Cahiers, nella biblioteca poplite fumetti ce ne sono nove. Il contenuto di questi "quaderni" è dato da schizzi, prove, particolari ingranditi; non ci sono storie e non si tratta di veri cataloghi (anche perché, tranne quello di Pazienza, hanno solo 28 pagine) ma di vere gioie per gli occhi.


Il quaderno di Leila Marzocchi presenta illustrazioni inerenti il libro L'enigma.



Andrea Bruno disegna una città ed i suoi abitanti.


Stefano Ricci si focalizza su primi piani di persone e oggetti.


Igort disegna scene che possono trovare spazio nelle storie.


Il quaderno di Alessandro Pessoli è una galleria di personaggi, umani o quadrupedi.


  "I quaderni segreti di David B. sono labirinti nei quali le storie dimorano prima di vedere la luce"
(dalle note in quarta di copertina).

Extrapaz è una raccolta di disegni e schizzi di Andrea Pazienza, di varia provenienza.


Sul sito dell'editore solo due numeri risultano disponibili, per gli altri occorre rivolgersi al mercato dell'usato dove quasi tutti sono facilmente reperibili.

domenica 28 dicembre 2014

Spezziamo una lancia per ... gli inserti della rivista Fumetto

Negli ultimi due anni della propria storia la rivista Il Fumetto dell'Anaf inizia ad avere al centro un inserto staccabile che è a tutti gli effetti una pubblicazione autonoma, dotata di propria copertina in cartoncino e rilegatura spillata. In particolare il n. 22 del 1990 presenta un fascicolo dal titolo: "Disegnatori italiani: Sergio Tarquinio", il n. 23 "Intrepido giornale 1945-1951", il n. 24 "Disegnatori italiani: Pier Lorenzo De Vita"; l'anno successivo abbiamo nel n. 26 "Disegnatori italiani: Mario Uggeri" e nel n. 27 "Tarzan: Cronologia delle striscie giornaliere e delle tavole domenicali". Con il n. 29 (questa è la terza serie) la rivista Il Fumetto lascia il posto a Fumetto dell'Anafi che fin dal primo numero del 1992 fa diventare questa degli inserti (che successivamente avranno anche numerazione delle pagine indipendente dal resto della rivista) una regola fissa. Si tratta di saggi monografici sui più vari argomenti come dimostra l'elenco completo dei titoli dei 92 inserti usciti fino ad oggi (oltre ai 5 precedenti).


    1    Dossier Mondiali - Prima parte: L'anteguerra
    2    Disegnatori italiani: Lina Buffolente
    3    Dossier Mondiali - Seconda parte: Il dopoguerra
    4    Dossier Franco Chiletto
    5    Dedicato a Guido Zamperoni
    6    Dossier A.R.C.
    7    Il mitico Vittorio Cossio
    8    Un arcobaleno per De Leo
    9    Dossier I grandi albi Nerbini a fumetti
    10    Special Luigi Grecchi
    11    Il Vittorioso del dopoguerra
    12    Sinchetto, una matita per i nostri sogni
    13    Quarantacinque anni fa era… Kinowa!
    14    Grazie, Galep!
    15    I fumetti di Pini Segna
    16    I fumetti inglesi dal 1867 al 1942
    17    Mark: trent'anni dopo
    18    Ricordando Nadir Quinto
    19    Special Bottaro
    20    60 anni ben portati, vero Gim (Toro)?
    21    Phantom spaghetti: L'Uomo Mascherato in Italia
    22    Special Bagnoli
    23    Tex index 101 / 200
    24    Nerbini: 100 anni
    25    Andrea Bresciani: un disegnatore tra i canguri
    26    Speciale Alex Raymond
    27    Hugo Pratt, il maestro
    28    Quanta strada hai fatto, Lisca di Pesce!
    29    Reed Crandall
    30    Due Corbella per il fumetto
    31    Phantom around the world
    32    Sgt. Ivaldi ed H.P.
    33    Woodoo, storie di disegnatori e sceneggiatori scemivivi
    34    Averardo R. Ciriello: un talento tra illustrazione e fumetto
    35    Un narratore indimenticato: Carlo Boscarato
    36    Dall'Australia: un monello quasi ottantenne
    37    Il mistero Pescador
    38    Special Renzo Calegari
    39    Miki, Capitano da cinquant'anni
    40    Caprioli in Francia
    41    Biffignardi: un illustratore con la I maiuscola
    42    John Dixon e i suoi dottori volanti
    43    Franco Oneta, 50 anni in punta di matita
    44    Dardo ride!
    45    Gino Gavioli: la poetica magia di una matita
    46    Corrado Tedeschi, editore o sognatore?
    47    Zora nostalgia. Appunti per una storia del fumetto erotico popolare italiano - I parte
    48    Raffaele Paparella: 50 anni di nuvolette
    49    L'affaire Jourdan
    50    Giorgio Rebuffi nel paese del sorriso
    51    Zora nostalgia. Appunti per una storia del fumetto erotico popolare italiano - II parte
    52    Il Misterioso Devi
    53    Frank…amente divertente!
    54    Giangiacomo Dalmasso, narratore
    55    Gallieno Ferri, un sorriso nell'avventura
    56    Erio Nicolò, l'emulo di Alex Raymond
    57    L'inimitabile Corriere dei Ragazzi
    58    Claudio Nizzi, un romanziere prestato al fumetto
    59    Alex Toth, un maestro del bianco e nero
    60    Mexico Comics - Breve storia del fumetto messicano
    61    Antonio Canale alias Tony Chan
    62    Franco Caprioli e il fumetto inglese
    63    Pratt in giallo
    64    Fish and Chips all'italiana - Artisti italiani per la Gran Bretagna, I parte
    65    Enzo Carretti, in arte E. Car
    66    Dossier Johan et Pirlouit - Un viaggio nel buffo Medioevo di Peyo
    67    Il segno fatato di Libico Maraja
    68    Tex index 201 / 300 - I parte
    69    Fish and Chips all'italiana - Artisti italiani per la Gran Bretagna, II parte
    70    Le magie di Caprioli
    71    Tex index 201 / 300 - II parte
    72    Fish and Chips all'italiana - Artisti italiani per la Gran Bretagna, III parte
    73    Valiant + Pif Gadget = Période Rouge
    74    Il Governo consiglia… - I parte
    75    Fish and Chips all'italiana - Artisti italiani per la Gran Bretagna, IV parte
    76    Tra Sette e Otto: Ciriello e gli altri
    77    Il Caso E.C.
    78    Il Governo consiglia… - II parte
    79    In ricordo di Al Williamson
    80    Caprioli illustratore Vs Curcio
    81    Appunti sulla bande dessinée franco-belga - I parte
    82    Quando Magnus illustrava…
    83    Edgardo Dell'Acqua: l'uomo che fu Gim Toro
    84    Appunti sulla bande dessinée franco-belga - II parte
    85    Da Eura ad Aurea: il sentiero del fumetto franco-belga - I parte
    86    Sergio Bonelli: editore, soggettista e sceneggiatore
    87    Appunti sulla bande dessinée franco-belga - III parte
    88    Da Eura ad Aurea: il sentiero del fumetto franco-belga - II parte
    89    Coq Hardi: dalla Resistenza all'ecologia (1944 - 1963)
    90    Milo Manara: erotismo, illusione e realtà
    91    Renato Polese un disegnatore per mille personaggi
    92    Quattro chiacchiere sul filo della ragnatela

Se li consideriamo come un'unica grande opera ci troviamo davanti ad una vera enciclopedia del fumetto. Abbiamo infatti dossier dedicati ad autori (soprattutto italiani) o editori, a singole pubblicazioni o personaggi, ma anche elenchi e cronologie; il tutto condito da molte illustrazioni (anche a colori nelle copertine). Tanto per fare un esempio della varietà prendiamo il primo e l'ultimo: nel numero 1 del marzo 1992 Luciano Tamagnini analizza la produzione anteguerra dell'editore Cino Del Duca; nel numero 92 del dicembre 2014 Gianluigi Angeletti esamina le pubblicazioni dell'Uomo Ragno. Due argomenti molto distanti che fanno entrambi parte di questa importantissima collana sul fumetto che ha già all'attivo, contando anche le copertine che ne fanno parte integrante, oltre 1.900 pagine di grande formato e si arricchisce ogni anno con quattro nuove uscite.

domenica 4 maggio 2014

Spezziamo una lancia per ... la collana "Graphic Journalism" del Corriere della Sera

Nel corso del 2013 sono stati distribuiti, solo in edicola o tramite il sito internet, 20 libri di varia natura e provenienza accumunati, talvolta con qualche forzatura, dall'appartenenza a quel particolare genere narrativo a fumetti chiamato "graphic journalism". Si è trattato di edizioni economiche di titoli che lo stesso editore ha mandato in libreria e fumetteria a prezzi ben più alti. La varietà della collana non è solo nel contenuto ma anche nella forma: sono infatti presenti opere a colori ed altre in bianco e nero, libri "smilzi" di 150 pagine e "mattoni" di oltre 300, tutti venduti allo stesso prezzo. Questo è stato il merito dell'iniziativa: aver permesso ad un pubblico più ampio possibile di avvicinarsi ad opere importanti ma non accattivanti ad una prima occhiata, in qualche caso di non facile lettura, ma molto interessanti.

Il vero tratto comune a tutte queste opere è infatti l'interesse che riescono a suscitare nel lettore: che siamo di fronte a racconti autobiografici o che venga affrontata la Storia, la consapevolezza che tutto o gran parte di ciò che leggiamo sia reale rende questi libri estremamente stimolanti e fonti di riflessioni.

Un paio di autori sono presenti con più di un titolo: di Guy Delisle vengono presentati i suoi 4 lavori di giornalismo grafico mentre di Joe Sacco, considerato l'iniziatore di questo genere, sono pubblicate due opere. Gli altri 14 titoli sono di altrettanti autori di svariate nazionalità. L'enorme varietà di stili grafici e narrativi presente in soli 20 libri è un altro dei punti di forza di questa raccolta.


mercoledì 1 gennaio 2014

Spezziamo una lancia per ... Linus formato piccolo: annate dal 1979 al 1991

Ad aprile 2015 la rivista Linus compirà 50 anni, un traguardo storico; come tappa di avvicinamento voglio qui ricordare un periodo bistrattato del mensile.
Dal gennaio 1979, direttore responsabile Oreste del Buono, fino a dicembre 1991, direttore Fulvia Serra, Linus usciva in un formato piccolo (cm 15 x 21) rinunciando quindi ai grandi fumetti d'avventura che migrarono sulle altre testate della casa editrice (AlterAlter prima e Corto Maltese poi).
Questa trasformazione può essere vista in senso negativo ma in realtà fa acquisire alla rivista una caratteristica molto importante: la personalità. Nei tredici anni di formato piccolo Linus ha una linea ben precisa e chiara: sappiamo cosa aspettarci in ogni numero. Possono cambiare i collaboratori per le parti scritte, possono cambiare le strisce presentate, possono arrivare autori come Staino o Altan a fare da portabandiera alternativi ai Peanuts, ma il "taglio" della rivista rimane. Se confrontiamo due numeri a dieci anni di distanza, 1980 e 1990, non troviamo molte differenze, non come quelle che appaiono da un altro confronto decennale fra un numero del 1967 ed uno del 1977.
Nel 1965 Linus era l'unica rivista a fumetti; negli anni '70 una rivista fra le altre; negli anni '80, in mezzo a tante (troppe) riviste, Linus si distingue, ha ritrovato una sua personalità che aveva perso.

martedì 19 novembre 2013

Spezziamo una lancia per ... Comic Art in Paper Back

Le Edizioni Comic Art iniziarono le pubblicazioni nel luglio 1965 con un libro dedicato ad Alley Oop, ribattezzato Uup, di Vincent T. Hamlin. "Il cavernicolo Uup" ha un formato orizzontale di 22 x 16, conta 128 pagine in bianco e nero, è rilegato con copertina cartonata verde e presenta le strisce dal 26/09/1962 al 01/07/1963 al prezzo di 1.800 lire.
Questo libro e quelli successivi di cui trattiamo sotto, non fanno parte del catalogo della Editrice Comic Art che iniziò l'attività un decennio più avanti. Per quanto riguarda Alley Oop nel Comic Art Book consultato ci sono i quattro albi datati aprile 1975 e contenenti la produzione dal 01/06/1943 al 31/12/1943.

Ad aprile 1966 il personaggio viene ripreso in un libretto tascabile (formato verticale di 11,5 x 19) dal titolo "La strana guerra del cavernicolo Uup", che viene pubblicato come n. 1 del periodico trimestrale "Comic Art in Paper Back". Si riparte esattamente da dove era terminato il precedente volume ed al ritmo di una striscia per pagina si arriva fino al 09/11/1963.
Il volumetto, corredato di introduzione, è completato da 4 pagine dedicate ad un'altra striscia: "The born loser" di Art Sansom in merito alla quale mi piace segnalare una curiosità. Nel numero di novembre 1966 di Linus appare The born loser (soltanto 4 strisce nell'ultima pagina) e nel numero successivo una nota redazionale spiega che si è trattato di un errore (!) in quanto il personaggio "appare, in esclusiva per l'Italia, nel periodico Comic Art".



Luglio 1966, n. 2 "Le pene d'amore del cavernicolo Uup" con 72 pagine di Hamlin (strisce dal 11/11/1963 al 01/02/1964) e 52 di Leslie Turner con il suo Capitan Easy. I redazionali sono le due introduzioni ai rispettivi personaggi.

Ottobre 1966, n. 3 "Uup e la macchina del tempo" con 62 pagine del cavernicolo, 54 di Capitan Easy ed una sola pagina di The born loser. Completano il numero la consueta introduzione ed un'intervista a Lee Falk.
Per Alley Oop in questo terzo numero viene interrotta la sequenza della produzione recente (per l'epoca) e si torna indietro con le strisce dal 07/04/1939 al 24/07/1939, quelle della svolta. Si palesa qui infatti la geniale intuizione di Hamlin di introdurre la macchina del tempo con cui l'uomo delle caverne viene catapultato nel ventesimo secolo e successivamene nelle epoche più disparate. In questo volume le strisce sono leggermente ridotte di formato per farne entrare una e mezzo in ogni pagina.

Gennaio 1967, n. 4 "La mitologia del cavernicolo Uup" dove le pagine dedicate al personaggio principale salgono a 84. Seguono un omaggio ad Alex Raymond nel decennale della morte (che ricorreva nel 1966) ed una selezione delle relazioni tenute dai redattori della rivista durante il 2° Salone Internazionale dei Comics a Lucca.
La cronologia di Alley Oop riprende da dove rimasta nel secondo volume e quindi strisce dal 03/02/1964 al 11/05/1964. Chiude The born loser con 16 pagine e chiude anche il trimestrale dopo appena quattro numeri.

Sfogliando uno qualsiasi dei numeri di Comic Art in Paper Back si ha la sgradevole sorpresa di trovarsi di fronte ad un rimontaggio delle strisce per adattarle al formato tascabile. A ben guardare però si scopre che questo è vero solo per i personaggi "di contorno" ovvero The born loser e Capitan Easy mentre per quanto riguarda Alley Oop il rimontaggio avviene senza traumi. Infatti le strisce hanno una caratteristica peculiare che viene sfruttata in questi albetti. Sono perfettamente divisibili a metà, essendo in realtà composte ciascuna da due ministrisce di uguale misura. Questo evidentemente proprio per permettere la pubblicazione in uno spazio quadrato, tanto che la data è ripetuta sia nella prima che nella seconda parte di ogni striscia. Nel libro cartonato, dove le strisce sono pubblicate normalmente, si può notare molto bene che lo spazio fra le due vignette centrali segna la metà dello spazio occupato dalla striscia. Quindi le storie del cavernicolo sono pubblicate in modo sostanzialmente corretto, anche quando sono ridotte nel terzo numero.

L'ultima riflessione riguarda la definizione di Comic Art in Paper Back: libro o rivista? L'aspetto è quello di libro, ma la varietà, seppur ridotta, del contenuto e la presenza di redazionali, oltre l'introduzione, la farebbe essere rivista a tutti gli effetti. Non mi risulta che sia mai stata citata come rivista o inserita in alcun repertorio.

Ad ottobre 1966 viene data alle stampe anche la seconda edizione del libro cartonato, sostanzialmente uguale ma con un'aggiunta: una sovracopertina rossa. Questa fragile striscia di carta è la classica croce e delizia dei collezionisti. Il volume in seconda edizione privo di essa ha poco valore, mentre con la sovracopertina in ottimo stato può essere più quotato della prima edizione. Nei risvolti di questa sovracopertina e in due pagine ciascuno dei numeri 3 e 4 del periodico (posizionate "fuori testo", subito dopo la copertina), sono riportati estratti dalle recensioni sul cavernicolo apparse sui giornali.

sabato 31 agosto 2013

Spezziamo una lancia per ... L'enciclopedia delle strisce

Una delle tante serie di libri a fumetti allegati ai quotidiani, bistrattate da pubblico e "critica" è senz'altro la terza a fregiarsi di appartenere a "I classici del fumetto di Repubblica". Dopo la prima storica serie dei "classici" e la seconda "serie oro", nel 2006 arrivarono i dieci volumi de "L'enciclopedia delle strisce".
Se per un attimo ci togliamo le vesti del filologo possiamo cominciare ad apprezzare i lati positivi di questa serie. Tutte le strisce sono state ritradotte e pubblicate in un formato abbastanza adeguato (le pagine potevano essere più grandi e di migliore qualità, ma non si può avere tutto); in ogni volume i vari personaggi sono ben dosati in modo da non rendere noiosa la lettura, che risulta invece varia e piacevole. Ogni tanto ci sono pagine a colori, il che non guasta, e soprattutto le introduzioni (accreditate a Sergio Rossi). Gli "Appunti per una storia a strisce" ripercorrono (al ritmo di un decennio per ognuno dei dieci volumi) un secolo di Storia attraverso i fumetti e sono una carrellata veramente interessante. Segue l'introduzione al tema del volume, quella ai vari personaggi e per finire le brevi schede sugli autori. Ogni volume è un bel librone con oltre 350 pagine e veniva venduto a 7,90 + il quotidiano.