sabato 28 gennaio 2017

Dei delitti di rimontaggio dei fumetti in Corto Maltese l'integrale

A Lucca Comics 2016 acquistai il bellissimo cofanetto Corto Maltese l'integrale perché da sempre, almeno da quando morì Hugo Pratt, aspettavo un'edizione completa in bianco e nero senza gli orrendi rimontaggi visti nei Tascabilizard





Allo stand Rizzoli Lizard chiesi di visionare i libri del cofanetto e ne confrontai uno con un'altra edizione a colori: almeno per quanto riguarda le storie brevi, effettivamente le tavole erano integre. La brutta sorpresa è arrivata con il quarto volume contenente Corte sconta detta arcana e Favola di Venezia.
Copertina del quarto volume dell'integrale.

Retro copertina del quarto volume dell'integrale.

Nella prima storia del libro tutto è rimasto inalterato, come si vede nelle immagini sottostanti in cui sono a confronto le prime due pagine dell'edizione orizzontale di Corte sconta detta arcana (cm. 32,5 x 23) a colori della Milano Libri del 1977, con la prima pagina dell'integrale.



Nessun rimontaggio, nessuna alterazione delle vignette, tutto bene. 


I due libri degli anni '70 utilizzati per fare il confronto con il quarto volume dell'integrale.


Per entrambe le storie contenute nel quarto volume dell'integrale, nelle rispettive edizioni orizzontali degli anni '70 abbiamo uno schema (o gabbia) con tre vignette per ogni striscia e due strisce per pagina; nel caso di Corte sconta detta arcana l'edizione verticale semplicemente unisce due pagine in una, lasciando inalterato lo schema delle strisce, come abbiamo visto sopra.


Per quanto riguarda Favola di Venezia (Sirat al Bunduqiyyah nella copertina del libro) invece, nel passaggio da orizzontale a verticale la gabbia si trasforma in due vignette per striscia e tre striscie per pagina e quindi avviene un rimontaggio. Vediamo un confronto, tavola per tavola, fra le prime cinque pagine dell'edizione orizzontale (cm. 32,5 x 23) a colori della Milano Libri del 1979 e quelle dell'integrale.



Prima tavola 



La prima vignetta a colori è troppo larga, viene tagliata in due con una parte del disegno ripetuta (osservare la testa del personaggio, ed il soprastante simbolo, in basso a destra nella prima vignetta e in basso a sinistra nella seconda), ed una parte del testo della didascalia è spostato nella seconda vignetta ottenuta dal taglio. Questa tavola si conclude allo stesso modo nelle due edizioni, magra consolazione.



Seconda tavola.



La prima vignetta, troppo larga, viene brutalmente tagliata sulla parte sinistra. Le successive vignette restano uguali, ma la tavola in bianco e nero si conclude con la vignetta che nell'edizione a colori è la prima della terza tavola. Ovviamente questo spostamento di una vignetta da una tavola all'altra, falsa il ritmo narrativo di tutta la storia.



Terza tavola.

 
Le vignette 2, 4 e 5 dell'edizione in bianco e nero sono state allargate sulla sinistra, disegnando parti che prima non c'erano. Questo avviene per tutta la storia perché evidentemente il formato è diverso: lo spazio che devono occupare due vignette nell'impaginazione verticale non corrisponde a due delle tre vignette di una striscia della versione orizzontale. Dunque oltre che un rimontaggio c'è anche un ritocco dei disegni. Lo sfasamento di una vignetta acquisito nella pagina precedente lo ritroviamo ovviamente anche qui.


 
Quarta tavola.

 
Qui tutte le vignette sono state allargate. La vera perla arriva con l'ultima vignetta che dovrebbe essere la prima della tavola successiva, ma in realtà è la seconda con i dialoghi della prima!! Andiamo avanti e vediamo in dettaglio.


 
Quinta tavola.

 
La prima vignetta a colori è larga e contiene dialoghi abbastanza lunghi, non poteva in alcun modo essere impaginata alla fine della tavola precedente, come sarebbe dovuto avvenire per rispettare la giusta sequenza, e così avviene un'inversione. La quarta tavola in bianco e nero si conclude con la seconda vignetta della quinta tavola a colori ma con i dialoghi della prima. In questo modo, nella logica dello scempio, si salva capra e cavoli: si lasciano inalterati, o quasi, i disegni e si mantiene la sequenzialità del testo. In fin dei conti, accettando l'idea di poter rimaneggiare alla bisogna, le due scene sono simili e la cosa funziona. 



Mi sono fermato qui con l'analisi comparata perché c'è già un campionario di nefandezze sufficiente a dimostrare a cosa siamo di fronte: un'opera diversa da quella inizialmente concepita da Pratt. Anche se il rimontaggio fosse stato fatto dall'autore stesso (com'era avvenuto alcuni anni prima con le tavole di Sgt. Kirk, nel passaggio dal formato orizzontale delle pubblicazioni argentine a quello verticale dell'omonima rivista), il discorso non cambierebbe: sarebbe sempre un'altra cosa rispetto dall'originale.

Immagine tratta dal sito Collezionismo Fumetti.

Immagine tratta dal sito Collezionismo Fumetti.


La versione "originale" di Favola di Venezia è quella che apparve in prima pubblicazione nel 1977 a puntate sul settimanale L'Europeo, dove l'impaginazione era a tre vignette (intendendo quelle "piccole") per striscia e quattro strisce per pagina (vedere le due immagini sopra, prelevate per gentile concessione dal sito Collezionismo Fumetti). Quindi fra le due versioni che ho confrontato, quella a colori è, da questo punto di vista, sostanzialmente uguale all'originale (due pagine del libro orizzontale corrispondono ad una pagina verticale del settimanale) mentre quella in bianco e nero è la stessa storia narrata in modo diverso.


Abbiamo visto come la seconda tavola sia stata accorciata di un quadretto mediante l'eliminazione della parte sinistra della prima vignetta: ebbene, di tagli come questo devono essercene altri 23 nel corso della storia, perché solo con una diminuzione di 24 vignette (piccole) si spiegano le quattro tavole in meno. Nel quarto volume dell'integrale, la storia Favola di Venezia occupa 98 tavole, mentre nell'edizione in formato orizzontale le tavole sono 102 (su L'Europeo mi è stato confermato che erano 51). Ora, visto che si tratta sempre di sei vignette per pagina (3 x 2 in orizzontale e 2 x 3 in verticale), se fossimo di fronte ad un semplice rimontaggio, la scansione in tavole potrebbe coincidere, come si è visto con la prima tavola, ed il fumetto dovrebbe avere la stessa lunghezza; dato però che alcune vignette troppo larghe sono state mutilate, alla fine il conto non torna. Va detto che la versione rimontata è stata ristampata molte volte negli ultimi anni ed è ormai diventata quella "ufficiale" di questa storia dato che la lunghezza di 98 tavole è riportata sul sito della Cong.


Riassumendo abbiamo: vignette spezzate in due, altre mutilate, molte allargate con disegni aggiuntivi, inversione di vignette, suddivisione in tavole completamente falsata e quattro tavole in meno nel totale. In pratica della storia di Corto Maltese intitolata Favola di Venezia esistono due versioni: la prima, che credo possiamo chiamare originale, e quella che da anni viene riproposta evitando di far sapere all'ignaro lettore che Pratt l'aveva realizzata in modo diverso.



Concludo citando il famoso librettino Come si diventa autori di fumetti (scaricabile gratuitamente in pdf) a cura di Alfredo Castelli e Gianni Bono, dove a pagina 43 si legge: "[...] ogni tavola dovrebbe aprirsi con un "interrogativo" e chiudersi con un "esclamativo" o viceversa. " È evidente che se si spostano vignette da una tavola all'altra questa regola accademica va a farsi benedire, con buona pace di quei pazzi come me che di ogni fumetto vanno cercando maniacalmente la versione originale "così come l'autore l'aveva concepito".