lunedì 14 settembre 2015

La mia vita con i fumetti: il mio Barks

All'età di 17 anni iniziai a frequentare i negozi di fumetti a Firenze (in provincia non ce n'erano ed il neologismo "fumetteria" non era ancora stato coniato). Fra le prime pubblicazioni amatoriali, di cui fino ad allora avevo solo sentito favoleggiare, quella che maggiormente appagò le mie aspettative fu Funnies. Rivista dedicata al fumetto americano, in particolare umoristico, concentrò l'attenzione su Carl Barks. La mia incoscienza giovanile mi spinse a togliere da quei fascicoli le parti centrali (che in effetti erano progettate per essere staccabili): le "Carl Barks sections" ed i fumetti, non disneiani, del maestro.
(Successivamente ricomprai i numeri a cui avevo tolto le pagine e la collezione tornò integra. Recentemente ho venduto, ad un prezzo simbolico, quelle riviste mutilate e sono contento che qualcuno le abbia apprezzate.)
La cosa curiosa è che con le parti staccate, dedicate a Barks, confezionai un libro, che feci rilegare con copertina cartonata, in tela rossa! Tecnicamente l'interno del volume è assurdo, in quanto i gruppi di pagine hanno formati talmente diversi da non poter essere rifilati. La piccola immagine in copertina è il ritaglio di una fotografia scattata ad una vignetta; l'indice lo scrissi a macchina (i computer non c'erano) ed il frontespizio è una fotocopia. All'epoca ne andavo fiero, oggi fa tenerezza, anche perché nei trent'anni trascorsi sono uscite molte monografie sul maestro, ma è comunque un pezzo unico!